I dati complessivi relativi all’andamento termico dell’inverno meteorologico 2025/2026 (ossia il trimestre dicembre 2025-febbraio 2026) hanno confermato una stagione piuttosto mite, al netto dell’eccezionale piovosità di gennaio e febbraio, che hanno risolto i problemi di siccità nel breve e medio termine. In effetti, i due mesi seppur piovosissimi non sono stati in realtà affatto freddi, a dispetto della percezione che si potrebbe avere dai tanti giorni perturbati, risultando con caratteristiche più autunnali che invernali.

SICILIA E ITALIA: UN ALTRO INVERNO SOPRA MEDIA SU TUTTA LA PENISOLA
Con riferimento alla temperatura media — il parametro più significativo per comprendere il trend climatologico — sulla Sicilia l’intero trimestre invernale ha chiuso nettamente sopra la media climatica di riferimento trentennale 1991-2020, come emerge dalla mappa dettagliata in alto (fig.1) con scarti compresi tra +1°/+2°C. Così è avvenuto peraltro anche per i singoli mesi (dicembre, gennaio e febbraio), come visibile nelle 3 mappe successive in basso (fig. 2). (a cura dell’istituto ISAC CNR)
“Ma non abbiamo avuto tantissima pioggia e freddo?”: questo potrebbe essere un pensiero comune, fuorviato dalle tante fasi perturbate di gennaio e febbraio. I dati oggettivi mostrano chiaramente un quadro diverso: non si è trattato affatto di un inverno rigido, caratterizzato dall’assenza di reali episodi freddi e da scarse nevicate in montagna mentre le piogge si sono alternate spesso a fasi piuttosto miti per la stagione invernale.
Un capitolo a parte è rappresentato dalla stagione invernale sull’Etna: in questo caso si sono registrati accumuli nevosi eccezionali ma a quote elevate, grazie agli ingenti apporti legati al passaggio del ciclone Harry e delle successive perturbazioni. Anche in questo caso, però, va sottolineato che non si sono mai registrate abbondanti nevicate al di sotto dei 1500-1700 metri, in una stagione quindi nel complesso poco fredda.

Nelle mappe relative all’Italia, sono riassunti i dati sia del trimestre invernale sia dei singoli mesi. In Sicilia, tutti e tre i mesi invernali hanno registrato anomalie positive significative: un po’ più contenute tra dicembre e gennaio (dove mediamente gli scarti sono stati tra +0.5/1.5°C) mentre febbraio è risultato particolarmente caldo, con temperature medie anche oltre 2 gradi superiori alla norma, in un quadro caratterizzato da anomalie positive molto marcate su tutta la penisola.
Ciò dimostra ancora di più come un inverno piovoso non si sia tradotto in un inverno freddo.
EUROPA: NEL COMPLESSO QUASI IN MEDIA, MA CON ANOMALIE POSITIVE SIGNIFICATIVE SUL MEDITERRANEO
La mappa in basso delle anomalie di temperatura media riassume invece l‘andamento termico della stagione sull’Europa, in base ai dati elaborati dall’istituto Copernicus EU. Nel complesso, l’inverno sul continente è risultato quasi in media (+0,09 °C), ma con un andamento a due velocità: mentre le aree nord-orientali hanno registrato temperature inferiori alle medie, l’intera area del Mediterraneo ha sperimentato – ancora una volta – valori superiori alla norma climatica, confermando un trend ripetuto degli ultimi anni che lo rende uno degli hotspot dove i cambiamenti climatici si manifestano in modo più evidente.

Il grafico in basso (fig. 4) riporta il trend degli inverni europei a partire dal 1980. In Europa l’inverno è stato nel complesso il secondo più “freddo” dal 2014, ma il dodicesimo (13!) di fila comunque a chiudere senza anomalie negative (l’ultima volta è avvenuto nel 2013). Inoltre, si nota immediatamente la netta tendenza verso un significativo riscaldamento del continente proprio nell’ultimo decennio, in linea con quello che osserviamo a livello globale.

UNA STAGIONE INVERNALE PIOVOSISSIMA MA DAI CONNOTATI PIù AUTUNNALI
Nell’ultima immagine in basso (fig. 5), infine, la mappa europea mostra le anomalie di precipitazione registrate tra gennaio e febbraio, che testimoniano l’estremo surplus pluviometrico che ha interessato la Sicilia ma anche l’intera area del Mediterraneo. I due mesi invernali infatti sono stati contrassegnati da ripetute perturbazioni atlantiche in sequenza che hanno prodotto accumuli piovosi talvolta anche eccezionali nel complesso, e che in Sicilia hanno permesso in poco tempo di risolvere un deficit idrico che perdurava da oltre 2 anni.
Come detto, tuttavia, i dati ci mostrano che l’inverno piovoso è stato però mite, proprio a causa della dominanza di un flusso atlantico che ha lasciato pochissimo spazio a incursioni fredde, in un contesto caratterizzato da mari molto caldi rispetto alla norma climatica sul bacino del Mediterraneo.

- Maggiori dettagli si possono trovare negli approfondimenti a cura dell’istituto europeo Copernicus EU Climate Change Service, e dai dati elaborati per l’Italia a cura dell‘istituto ISAC CNR, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima.
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