Etna, excursus storico-geologico della montagna più bella d’Europa

| Immagine di repertorio |

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Si sa, è la montagna più alta del sud Italia, è uno dei vulcani più attivi e affascinanti d’Europa, è un patrimonio dell’Unesco e lo staff di Weather Sicily, anche in occasione della recente collaborazione instaurata con l’ente Etna Sci, ha deciso di fare un excursus storico-geologico sulla montagna più grande e bella della nostra isola, l’Etna.

Si tratta di uno strato vulcano alto più di 3.300 m che si estende per circa 250 km perimetrali e ha una superficie di circa 1500 , tale struttura deriva da un’attività vulcanica più o meno intensa, lunga circa 600.000 anni. Entriamo adesso nel dettaglio e scopriamo come si è generato tutto:

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FASE 1 (200-600 ka anni fa)
La prima fase era caratterizzata da un’attività effusiva tholeiitica (sovrassatura in silice), che si verificava all’interno di un golfo il cui fondo è in progressivo sollevamento. Non si trattava di un’attività intensa, ma sporadica e fissurale che produsse dei piccoli centri vulcanici, che oggi sono preservati nella parte sud-orientale del vulcano, nella zona dell’attuale Acitrezza dove sono ben visibili dei basalti a pillow che hanno una caratteristica forma a cuscino, formatisi al di sotto del livello del mare che comporta un rapido raffreddamento della lava causando la formazione di una sottile crosta vetrosa.

Faraglioni di basalto ad Acitrezza

Faraglioni di basalto ad Acitrezza

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FASE 2 (200-100 ka anni fa)
Chiamata anche “Fase delle Timpe”, poiché l’attività eruttiva si concentrava lungo la costa ionica in corrispondenza di un sistema di faglie dirette denominato delle Timpe che rappresenta la prosecuzione settentrionale della Scarpata Ibleo-Maltese. Le Timpe costituiscono dei veri e propri gradini che si sviluppano dalla zona di Capo dei Mulini fino ad Acireale, in direzione N/NO.
Durante questa fase iniziano le prime eruzioni esplosive, anche se per lo più si tratta di eruzioni fissurali che si sviluppavano lungo la costa ionica. Grazie alla continua sovrapposizione delle colate laviche, si forma il primo vero e proprio edificio vulcanico, trattasi di un vulcano basale che si estendeva per circa 20 km.
Di questa fase si è preservato ben poco, se non la struttura interna del vulcano-scudo proprio nella zona delle Timpe.

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FASE 3
Questa è la fase della vera e propria costruzione dell’attuale edificio vulcanico, caratterizzata dalla formazione di più edifici che si sovrappongono l’uno sull’altro nel corso della progressiva migrazione del baricentro dell’attività verso Nord-Ovest. L’insieme di queste fasi accrezione porta al primo imponente (più alto dell’edificio attuale, circa 3600 m) Vulcano centrale composito, chiamato vulcano Ellittico. Le eruzioni laterali dell’Ellittico hanno permesso l’espansione laterale dell’edificio e il cambiamento dell’aspetto geomorfologico dell’area. In particolare, le colate laviche colmarono le paleovalli dell’Alcantara e del Simeto.

Rappresentazione, ideale, dell'Ellittico

Rappresentazione, ideale, dell’Ellittico

FASE 4
L’attività eruttiva dell’Ellittico termina circa 15 ka fa durante un’intensa fase esplosiva caratterizzata da una serie di eruzioni pliniane, che hanno causato la formazione di una caldera. Tale attività effusiva porterà alla formazione dell’edificio vulcanico attuale, denominato vulcano Mongibello. Circa 10 ka fa una porzione del versante orientale del vulcano Mongibello fu soggetta ad una serie di grosse frane che hanno portato alla formazione di un’ampia depressione, chiamata Valle del Bove. Il prodotto di questo imponente collasso di fianco dell’edificio etneo è rappresentato dal deposito detritico denominato “debris flow” di Milo affiorante nell’omonima località. In seguito, la rimobilizzazione di tale deposito ad opera dei processi alluvionali porterà alla formazione del deposito di natura alluvionale, denominato Chiancone, che costituisce una vasta conoide alluvionale lungo la costa Ionica fra Pozzillo e Risposto.

Attualmente l’edificio vulcanico ha una forma di un gran cono con fianchi inclinati di circa 30°, presenta diversi crateri, quello centrale è formato da due profonde strutture, La Voragine formatasi nel 1968 e la Bocca Nuova formatasi qualche anno più tardi. Nel versante Est, a circa 3100 m, si è formato il cratere di Nord-Est. La sua forma è comunque in continuo cambiamento dovuto all’intensa attività che esso, ancora attualmente, produce.

Etna, nei primi del '900, vista da Giarre

Etna, nei primi del ‘900, vista da Giarre

03/12/2016 ore 14:25 – Articolo di Pierpaolo Di Trapani per ©weathersicily.it

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